Arrivati a Helsinki, la comitiva Spiazzi è arrivata al mercato e si è fatta subito un panino con il pesce baltico e le verdure d'importazione (Spagna? Italia? Cile?), non siamo in vacanza, stiamo lavorando per voi come rappresentanti del meglio degli ortolani urbani sulla piazza, e proprio una piazza (la piazza del Museo di Architettura) dovremo trasformare in un orto (il nostro concetto di orto), in occasione di Helsinki capitale mondiale del design. Siamo qui fino al 3 giugno e vi terremo aggiornati sulle nostre prossime mosse (domani inauguriamo Manos con un incontro con l'ambasciatore). giovedì 24 maggio 2012
Spiazzi finlandesi
Arrivati a Helsinki, la comitiva Spiazzi è arrivata al mercato e si è fatta subito un panino con il pesce baltico e le verdure d'importazione (Spagna? Italia? Cile?), non siamo in vacanza, stiamo lavorando per voi come rappresentanti del meglio degli ortolani urbani sulla piazza, e proprio una piazza (la piazza del Museo di Architettura) dovremo trasformare in un orto (il nostro concetto di orto), in occasione di Helsinki capitale mondiale del design. Siamo qui fino al 3 giugno e vi terremo aggiornati sulle nostre prossime mosse (domani inauguriamo Manos con un incontro con l'ambasciatore). sabato 14 aprile 2012
The Very Angry Caterpillar
Questo di Eric Carle è un bel libro per bambini che prenderò a prestito per raccontare la nostra storia (dal mio punto di vista naturalmente, di Michele) trasformando l'aggettivo "hungry" in "angry".Il bruco "gruppo" SpiazziVerdi mangiava quello che capitava a tiro, sperimentava, approfittava del suo giovane entusiasmo per attirare persone sempre nuove, costruiva nuovi progetti che condivideva con altri, andava in giro a conoscere suoi simili, poi.... il bruco ha preso un'indigestione o meglio, ha sentito un certo sommovimento di stomaco che gli ha suggerito: bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
E il bruco si ritirò nel suo bozzolo.
I piccoli ortolani scalzi hanno continuato a coltivare il loro orticello (sempre meno ortolani, sempre meno spazio coltivato) e tutto è tornato come prima (meno di prima).
E la farfalla? quella deve ancora uscire dal bozzolo, non si sa nemmeno se mai ci uscirà.
Morale? C'è la volontà di alcuni (pochi) di non considerare lo spazio delle Zitelle solo come un orto e di non vedere SpiazziVerdi solo come un gruppo di hobbisti dal pollice verdastro. Se AAM Terra Nuova ci pubblica un bell'articolo (di Eliana) sulla rivista di questo mese, se a maggio ci invitano ad Helsinki a dar vita nuova ad una piazza in occasione di Helsinki capitale europea del design, se siamo fra i promotori della 3a Conferenza Internazionale della Decrescita o se ci chiamano a testimoniare la nostra esperienza in decine di occasioni un motivo ci sarà? o la gente crede che coltiviamo solo il nostro orticello e vuole sentire solo quello? Io non credo sia così.
Ritorniamo alla farfalla:
la nostra base, le Zitelle, sta diventando un luogo di sperimentazione sul suolo, sulle piante orticole, sulla vite (di cui si occupano con piacere gli amici-compagni della Laguna nel Bicchiere), stiamo guardando non solo alla terra ma a tutto quello che è considerato "arredo" (termine un po' da rivista di architettura") e cioè funzionale a quello che considererei non un orto ma un esperimento di vita all'aperto che può servire sia a chi vuole avvicinarsi alla campagna ma soprattutto a quelli che vogliono piano piano trasformare la città, far entrare un inarrestabile verde nei suoi interstizi, vivere il più possibile sotto il sole, lavorare, cucinare, mangiare, giocare, dormire.
A tal proposito, in occasione di Helsinki stiamo progettando una sorta di orto ideale che si ispira a Dogville di Lars Von Trier (agghiacciante direte voi), questo è il nostro compitino per far progredire lo spazio; per quanto riguarda il gruppo, la farfalla che vorrei veder uscire dal bozzolo dovrebbe essere una farfalla che parte da uno spazio per esplorarne altri, che inizia a pensare alla terra non come ad un hobby ma ad un occasione per un cambio di vita, progetti nel cassetto ce ne sono molti, ambiziosi ma anche fattibili, dipende naturalmente dalle forze in campo e dall'entusiasmo che viene messo in gioco (è un invito a farsi avanti alle nuove leve).
p.s. agli ortolani anonimi:

questa primavera un sacco di cavolfiori e di broccoli sono andati a fiore, seguono a ruota bieta e radicchi, è bello vedere l'orto colorato ma fa un po' di tristezza pensare che un sacco di ortaggi non sono stati raccolti, avremmo potuto magari regalarli ma non lo abbiamo fatto perchè pensavamo venisse più gente, forse questa primavera pianteremo meno cose.
venerdì 6 aprile 2012
la nuova mesa
Perché abbiamo grandi propositi per la primavera ed estate...Quindi, venite a trovarci in orto!
giovedì 29 marzo 2012
Fattoria Clandestina
Vorremmo un po' seguire le orme di Anthony Wigens in "The Clandestine Farm"; non avere legami di proprietà con la terra, coltivare quella che viene abbandonata, non sfruttarla ma arricchirla, di biodiversità, di sostanza organica, di cultura.
Stiamo pensando a delle semine di piante che non hanno bisogno di essere seguite ogni giorno, dato che il luogo non è proprio sotto casa (serve almeno una mezzoretta di barca da Venezia, e qui vi sto dando già un indizio utile), intanto mettiamo giù delle patate e dei topinambur, ma poi vorremmo anche provare con tutta una serie di esperimenti legati al fatto che non potremo irrigare, che il terreno è sabbioso, che se va avanti così ci sarà sempre meno acqua per tutti. Guardando quindi a quelle piante orticole o officinali che non hanno grandi pretese o che si adattano bene ad un terreno che sembra la spiaggia di S. Elpidio (altro indizio piuttosto importante), e quindi ecco una possibile lista:
fagiolo dall'occhio
anguria Sugar Baby
amaranto
verbena
camomilla
ceci
melissa
rosmarino
salvia
“Matki” Vigna Aconitifolia
Lemon Cucumber
Tepary Bean
okra
bieta
rabarbaro
amaranto
verbena
camomilla
ceci
melissa
rosmarino
salvia
“Matki” Vigna Aconitifolia
Lemon Cucumber
Tepary Bean
okra
bieta
rabarbaro
lunedì 26 marzo 2012
La "mesa" da orto
Domenica prossima (I° aprile) montiamo il nuovo tavolo all'orto delle Zitelle.Abbiamo pensato in grande, da quando è iniziata la primavera non siamo mai meno di una ventina a tavola, con punte di trenta; per così tanta gente non bastano più quelle quattro assi provvisorie.
Questa volta andiamo contro la nostra teoria del recupero e abbiamo comprato dei tavoloni di abete di 5 centimetri di spessore, ne uscirà un tavolo componibile di 8 metri, le due parti estreme ingloberanno i due alberi di kaki, centralmente invece il pezzo di quattro metri sarà movibile per qualche migrazione orticola.
Falegnami in erba, fabbri, chef, commis, gourmet, siete graditi (sappiate che una parte del vostro tempo verrà comunque dedicata all'orto, se vorrete assaggiare i nostri prodotti), abbiamo ancora un sacco di broccoli, cavolfiori, topinambur conservati sotto terra, le biete sono pronte, le calendule fioriscono, le erbe spontanee non mancano, spuntano le insalatine.
Potrete inoltre ammirare i nostri cavolfiori secolari che continuano a produrre frutti nonostante l'età e le teorie di qualche biologo che dovrà pur ricredersi.
Gli albicocchi sono in fiore, l'acacia sorride, la vite lacrima.
p.s. Se piove portate l'ombrello (anche se ormai il clima è piuttosto sahariano)
mercoledì 14 marzo 2012
Cucina da Campo in festa alle Zitelle Fertili

A quelli che hanno a cuore la cucina all’aperto che da tempo sforna piatti direttamente dall’orto, a metri zero.
La nostra cucina ha seguito di pari passo la storia dell’uomo, con qualche balzo temporale in avanti e indietro.
Siamo partiti mangiando per terra insalate condite con quello che avevamo; abbiamo acceso un fuoco fra le pietre bruciando la legna accumulata per anni in un angolo, scaldando acqua con erbe aromatiche, pesci appena “comprati” al mercato di Rialto, sasicce alla griglia, patate nella cenere, paste con pomodoro appena raccolto, minestroni di quello che c’era per scaldare stomaci d’autunno.
Un lungo tavolo con tavoloni recuperati dalla Fenice ci ha elevati da terra, divenendo luogo di scambio di ricette, di incontri e ogni tanto di scontri.
Il matrimonio in orto di Francesca e Mattia (non ho foto) ha accolto centinaia di persone e un incontro d’inverno ha dato un primo tetto alla struttura (foto).
Questa evoluzione, che fino ad ora ha resistito a due anni di intemperie è rimasta quasi inalterata, bora permettendo e pioggia sperando.
I segni si vedono, sia del passato (qualcosa scricchiola) che del futuro, si sono fatti vari discorsi, ognuno ha avuto modo di dire la sua.
Si è parlato di laboratorio di trasformazione all’aperto, di forno solare, di forno per il pane, di germogliatore, di rocket stove (ci sono già ma vanno rivisti), ma ne ho comunque già parlato a gennaio in questo post.
Avrei molte cose da aggiungere ma vorrei solo aggiungere una cosa, che questa cucina dovrebbe essere anche un tramite per entrare ancora di più in contatto con i vecchietti che abitano la casa di riposo (che già si siedono con noi), con i loro parenti, con la città.
Per ora, questa zona (cucina-soggiorno-relax-trasformazione, chiamatela come volete) è divisa dall’orto da un cancelletto (senza ormai più senso per me) e forse sarebbe ora di trovare un punto di contatto, una linea che non si spezza, una riconoscibilità di unità raggiunta.
L’invito è alla riflessione, in vista della giornata di domenica prossima (che sarebbe quella più vicina e non quella dopo la più vicina) e cioè il 18 marzo. Si pensava di partire dalle 9.30 (per dire che mezz’ora di ritardo è naturale) per fare qualche lavoro fisico, preparare il pranzo, discutere, dividerci l’ultimo raccolto invernale prima della primavera.
Molti di noi hanno qualcosa da dire agli altri, novità per tutti ma anche racconti di un passato di tre anni intensi che i nuovi arrivati non conoscono.
Un’ultima cosa rispetto al “punto di contatto”, l’invito è rivolto anche ai compagni “vignaioli”, non possiamo più parlare di orto senza ragionare sulla vigna e non si può più ragionare di vigna senza parlare di orto, come dire, portate un po’ di vino per bagnare i nostri piatti di erbe e brindare al futuro.
Un’ultima cosa rispetto al “punto di contatto”, l’invito è rivolto anche ai compagni “vignaioli”, non possiamo più parlare di orto senza ragionare sulla vigna e non si può più ragionare di vigna senza parlare di orto, come dire, portate un po’ di vino per bagnare i nostri piatti di erbe e brindare al futuro.
p.s. la foto è stata scattata oggi in orto, un sacco di giovani ortolani "in erba" per il mercoledì dei bambini in orto. Come al solito ottimo pranzo (io ho scroccato)
venerdì 3 febbraio 2012
Potare e legare la vite alle Zitelle Fertili di Venezia

sab 11 febbraio
dalle 14.30 alle 17.30 (abbiamo anticipato alle 13.30 causa temperature piuttosto rigide)
L'associazione Spiazzi e l'Associazione Laguna nel Bicchiere le Vigne ritrovate
ti invitano ad percorso che avrà come tema la potatura e la legatura di una antica vigna veneziana.
Il corso si articolerà in una parte teorica e una pratica. Fra i vari temi affrontati, si illustreranno gli elementi di base di fisiologia della vite, la potatura secca su viti allevate a Guyot e a cordone speronato e la legatura tradizionale con vimini.
I corsi si terranno nella vigna-orto-giardino della Casa di Riposo IRE della Giudecca (Giudecca, 54 - Fermata Zitelle)
info iscrizione:
solenn: 3489227676
michele: 3497343853
infospiazzi@gmail.com
tesseramento associazione Spiazzi (10 euro) + 20 euro iscrizione
(in caso di maltempo si rimanda a venerdì 17 febbraio)
a marzo seguirà una giornata di introduzione alla potatura di alberi e arbusti da frutta.
giovedì 12 gennaio 2012
cucina all'aperto o laboratorio di trasformazione?

Mangiando spesso in orto mi sono reso conto che la zona cucina potrebbe diventare un interessante laboratorio di nuove pratiche, non solo un posto dove scaldare qualcosa portato da casa, ma un vero fulcro di trasformazione degli alimenti che produciamo in orto (ma non solo).
Va naturalmente studiata per bene la disposizione (ad esempio la dispensa è esposta a sud e non va bene), il recupero delle acque (per ora ha una dispersione cieca), il riscaldamento dell'acqua (possiamo usare anche il sole oltre che la legna), la refrigerazione degli alimenti (vedi ad esempio: savefoodfromthefridge.com), la conservazione del raccolto (sotto terra, la sabbia, la cenere o altro), lo stoccaggio dei contenitori, ecc.
Credo sia necessario costruire un essicatore ed un forno solare, magari un forno per il pane, insomma un po di cose che potrebbero migliorare la nostra vita all'aria aperta. Non credo che stare fuori significhi mangiare per terra con i piatti di carta, si può anche anelare al massimo del confort "analogico".
Questo sabato qualcuno dovrebbe venire (io sarò lì dalle 10 circa), intanto per osservare, capire il luogo migliore per ogni zona della cucina, la strategia migliore per sfruttare al meglio le funzioni di ogni strumento, le relazioni fra le cose, le connessioni fra cose e persone.
Come al solito ognuno porterà qualcosa (vi ricordo che si può cucinare in loco); se qualcuno ha degli strumenti che sa usare li porti (non elettrici a parte gli avvitatori) compresi chiodi (meglio se zincati), viti (meglio se di acciaio), legno (non trattato), corde (meglio se di canapa), canne (meglio se di canapa).
vi lascio con una frase di John Seymour: la persona autosufficiente non è solo quella che si coltiva cinque ettari di terra ma anche l'abitante di una città che impara ad aggiustarsi un paio di scarpe!
p.s. ricordatemi di dirvi quando verranno organizzati due fine settimana di "workshop" di potatura (uno per le viti e uno per gli alberi da frutto) con Gigi Miracoli. Ne ho parlato con lui ieri ma non mi sono segnato le ipotetiche date
mercoledì 11 gennaio 2012
domenica 18 dicembre 2011
lavori al teatro Marinoni occupato
Ieri al laboratorio partecipato del Forte Marghera (vedi ForteSpiazzi).
Oggi lavori di pulizia e sistemazione del Teatro Marinoni occupato al Lido di Venezia (per info clicca qui). Il cibo...non manca mai! questa volta il pranzo allestito nella sgarrupata sala del teatro è davvero surreale.
La giornata di sole e la vista delle montagne innevate da una parte e del mare dall'altro, sono impagabili...
eli
mercoledì 14 dicembre 2011
Circolo del sogno
Dunque ecco qui, come promemoria di questa serata, il circolo del sogno sulla futura cooperativa (?) di Spiazzi.
Alcune parole chiave per contribuire a cambiare in meglio questa città e le nostre vite.
Siempre adelante!
E mai smettere di sognare...
Eli
SpiazziSciamanici
E' stato fatto tutto in semplicità senza fronzoli.
Abbiamo predisposto al centro dell'orto il triangolo di metallo ed il quadrato di pietre con materiali di fortuna, illuminati da lumini che ne indicavano i vertici.
Poi abbiamo fatto un bel cerchio attorno e girando abbiamo cantato:
Terra il mio Corpo
Acqua il mio Sangue
Aria che Respiro
Fuoco il mio Spirito...
Poi il suono della campana tibetana ha armonizzato il tutto.
Abbiamo avuto l'onore di avere con noi ben 5 tra bimbe e bimbi: Gemma, Olga, Greta, Lamberto e Nazareno.
Dato che la Terra non l'abbiamo avuta in eredità dai nostri avi ma in prestito dai nostri figli mi è sembrato veramente bello che loro fossero presenti.
Anche per questo è stato magico!
Grazie a chi c'era fisicamente e chi con il cuore!!
Grazie alla Terra!
da Fabio
domenica 23 ottobre 2011
Fine settimana 'orto
Sabato abbiamo (Michele, Mariella, Eliana e la sottoscritta) pulito il campo 3, la metà verso il vialetto; trapiantato porri e piantine varie nel campo 1, seminato piselli progressive (!) nel campo 3. Michele ha fatto bricolage e sistemato la zona pranzo-cucina. Sono passate a trovarci Federica, una studentessa che ci osservava da lontano e si interessa di orti urbani, e Lili, che è di Sofia ed è qui per il dottorato, che ci ha dato una mano preziosa.
A volte si è stanchi, si arriva da un tour de force di lavoro e magari si è costretti a lavorare anche il fine settimana e pure il freddo non è che aiuti. La tentazione di evadere, di sottrarsi a tutto e a tutti, anche agli impegni che ci piacciono e abbiamo scelto, è forte. Poi però alla fine, andare in orto ripaga sempre.
Sarà l'energia che la terra restituisce o il pranzo improvvisato all'aperto con chi è presente o il sole e le chiacchiere tra una castagna e l'altra che scaldano il cuore; comunque sia, funziona.
giovedì 20 ottobre 2011
arriva l'inverno e gli scoiattoli mettono i semi al sicuro

Nei nostri passaggi in orto ognuno ha raccolto qualche semetto, che fra qualche tempo verrà catalogato nel nostro archivio. Un po' li terremo per la prossima stagione, una parte li useremo per scambiarli con qualche altro scoiattolo...
lo scambio è già iniziato ma contiamo, per il prossimo anno di essere autonomi.
venerdì 14 ottobre 2011
coltivare sotto le vigne?

Come sapete (per chi è passato da noi) il nostro orto si trova all'interno di una vigna murata (gestita dagli amici delle Vigne Ritrovate)". In questi tre anni di coltivazione ci siamo concentrati sulla coltivazione della zona nord e dei primi due intra-filari, piantando sporadicamente qualcosa anche nei sotto-filari. Va aggiunto anche che la vigna è tagliata esattamente in due da un viottolo, la parte ovest (quella che più coltiviamo) ha un orientamento dei filari est-ovest, la parte est ha un orientamento nord-sud.
Tralascio quella che è stata la coltivazione intra-vigna per abbozzare una discussione sul sotto-vigna, che viste le dimensioni interessanti (calcolando che ci sono 12 + 12 filari lunghi circa 40 metri si può ipotizzare una coltivazione possibile di circa 880 mq, con una larghezza di bancale di 1m).
- periodo di coltivazione: dato l'intervallo di sicurezza del rame di 20 gg, non è possibile coltivare sotto la vigna praticamente niente che debba essere raccolto durante il periodo di trattamento (dalla tarda primavera fino a qualche tempo prima della raccolta) e quindi bisogna concentrarsi su colture che fruttificano prima della fioritura della vite o comunque 20 gg dopo l'ultimo trattamento.
- tipo di coltivazione: non credo sia possibile pensare ad una coltivazione sinergica "classica" (se si può parlare di classico) ma concentrarsi invece su una o più colture pluriennali (abbiamo iniziato con il carciofo violetto di S. Erasmo e con varie talee di Elicriso), per quanto riguarda invece le orticole mi limiterei a massimo due. Per il bordo che delimita il bancale sto iniziando un massiccio trapianto di calendula (che cresce ormai spontanea in orto).
- concimazione: non avendo a disposizione una pacciamatura-concimazione di paglia (se non dopo faticoso e costoso trasporto in barca dalla terraferma) esplorerei l'opzione sovescio, e quindi coltivazione alternata dei filari con colture azotofissatrici (iniziando già da quest'anno con la fava e il pisello da interrare). Dalla primavera invece, data la crescita incontrollata in laguna dell'alga alloctona "Undaria Pinnatifida" proverei una iniziale pacciamatura-concimazione con l'alga citata (facciamo anche un piacere a quelli come me che periodicamente devono liberare l'elica da questa bellissima alga
- insolazione: come sperimentato nel nostro "orto storico" dei primi due intra-filari, alcune verdure stentano parecchio (melanzane e peperoni ad esempio). Avevamo pensato ad una carenza di sostanze nutritive ma ipotizzo invece una carenza di luce, ricordo infatti che il primo anno abbiamo coltivato peperoni nella parte di vigna ad est e sono venuti benissimo pur lasciandoli venir su come volevano. Coltivare sotto i filari ha quindi lo svantaggio (soprattutto nella zona ovest) di avere, nelle stagioni in cui la vite ha le foglie, un'importante ombra (in particolar modo nelle prime ore della mattina ed al tramonto).
Michele
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michele
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concimare con le alghe
domenica 17 luglio 2011
l'orto dopo i foghi
Dopo la festa e i "foghi" del Redentore di ieri sera, oggi siamo arrivati tutti un po' tardino...e qualcuno non è arrivato affatto! Ma va bene così. Giornata di mezzo, di relax e chiacchiere al fresco.
Ora l'orto, dopo un periodo di decadenza, sta lentamente tornando ad assumere un aspetto ricco e rigoglioso. Pomodori e zucchine la fanno da padroni, ma ci sono i fagiolini da metro, la rucola, agli e cipolle, l'immancabile bieta e i cavoli capussi, qualche patata e addirittura le prime carotine.
Dopo il lavoro di domenica scorsa di liberazione dalle erbe spontanee (vietato chiamarle "erbacce") e dalle orticole andate a seme, dal campo1 sono riemerse tutte le spirali, melanzane e fagioli ringraziano!
Oggi ancora pulizia dedicata principalmente al campo 2 e al sottovigna.
Sul calar del sole attacco anche al campo3. Muy bien.
Prox possiamo proseguire con i trapianti.
Al solito, inutile dire che l'orto è generoso ma richiede lavoro, e noi, con lui, offriamo verdure a chi ci viene a dare una mano.
eli
Ora l'orto, dopo un periodo di decadenza, sta lentamente tornando ad assumere un aspetto ricco e rigoglioso. Pomodori e zucchine la fanno da padroni, ma ci sono i fagiolini da metro, la rucola, agli e cipolle, l'immancabile bieta e i cavoli capussi, qualche patata e addirittura le prime carotine.
Dopo il lavoro di domenica scorsa di liberazione dalle erbe spontanee (vietato chiamarle "erbacce") e dalle orticole andate a seme, dal campo1 sono riemerse tutte le spirali, melanzane e fagioli ringraziano!
Oggi ancora pulizia dedicata principalmente al campo 2 e al sottovigna.
Sul calar del sole attacco anche al campo3. Muy bien.
Prox possiamo proseguire con i trapianti.
Al solito, inutile dire che l'orto è generoso ma richiede lavoro, e noi, con lui, offriamo verdure a chi ci viene a dare una mano.
eli
mercoledì 8 giugno 2011
giardino sinergico
Alcuni di noi hanno iniziato a pensare alla coltivazione come ad una futura possibilità di vita, vivere della vendita dei prodotti della terra e di tutto quello che può ruotarci intorno in una città particolare come la nostra. Lo spazio delle Zitelle è veramente cambiato da quando abbiamo "posato la prima zolla" gli ortolani sono andati, venuti, le stagioni si sono succedute portando soddisfazioni e lezioni.
Abbiamo imparato molto, dopo tre anni di osservazioni e di errori ci siamo resi conto di alcune cose o meglio, mi sono reso conto di alcune cose, altri si sono resi conto di altre che magari non combaciano con le mie.
Le mie impressioni dopo tre anni, dunque:
il nostro non è un orto ma un giardino sinergico, il suo scopo, come si è visto non è per ora quello di coltivare (anche se alcuni frutti li otteniamo) ma quello di sperimentare e di osservare il mescolarsi delle diverse specie animali, vegetali e soprattutto umane.
Le cipolle, gli agli, i finocchi, le tegoline, i piselli, i fagioli si perdono nella foresta sinergica, se ami la caccia al tesoro fai un orto sinergico, se vuoi trovare una verdura ma solo quando è ormai in fiore fai un orto sinergico.
La cosa più importante della coltivazione è il tempismo, se vuoi seminare qualcosa devi avere i semi in mano e la terra libera, se vuoi trapiantare qualcosa devi avere le piantine grandi quanto basta. E' fondamentale avere una bella serra-semenzaio riscaldata che puoi tenere sotto controllo e avere dei semi che sei sicuro germoglieranno.
La libertà di poter sperimentare aiuta l'ottimismo personale che influenza il benessere generale, il nostro spazio ha ancora bisogno di gente che dipinge panchine, che improvvisa spaventapasseri, che intreccia legni, uno spazio insomma dove giocare a fare gli artisti, dopotutto il nostro è un giardino e non un orto.
Ci sono tante altre cose che mi verranno in mente e che probabilmente aggiungerò....o aggiungerete (Michele)
domenica 15 maggio 2011
a metà maggio metà dell'opera
Saranno stati gli appelli? Sarà stato il sole? Sarà stata la congiuntura degli astri? Sarà stato John Croft che al corso di Dragon dreaming ci ha fatto scoprire l'importanza della "celebrazione"?...Fatto è che ieri eravamo tanti in orto, e abbiamo fatto gran lavori.
Pianificato di massima quasi tutte le aiuole, pulito sottovigna, tolto erbacce e ripulito tutte le restanti aiuole, compresa la spirale della selva di biete e cicorie fiorite. E seminato fagioli e trapiantato melanzane, peperoni, pomodori, zucche, zucchine,....e fiori.
Oggi piove, finalmente. Che ci sia di buon auspicio questa metà di maggio. Il lavoro è appena iniziato.
A tutt*, tornate in orto a trovarci e darci una mano!
Pianificato di massima quasi tutte le aiuole, pulito sottovigna, tolto erbacce e ripulito tutte le restanti aiuole, compresa la spirale della selva di biete e cicorie fiorite. E seminato fagioli e trapiantato melanzane, peperoni, pomodori, zucche, zucchine,....e fiori.
Oggi piove, finalmente. Che ci sia di buon auspicio questa metà di maggio. Il lavoro è appena iniziato.
A tutt*, tornate in orto a trovarci e darci una mano!
lunedì 2 maggio 2011
DECRESCITA 2012 Spiazzi c'è
Ortolani varii, qui il video della prima riunione organizzativa che si è tenuta a Mestre ad aprile, è una pillola utile per capirne un po' di più.
giovedì 28 aprile 2011
REBEGOLO!

Domani sera, dalle 18.00 in poi, e sabato tutto il giorno, siamo al Morion per Rebegolo.
Ci sono le magliette di cotone biologico e equosolidale, dagli slogan audaci, serigrafate fresche fresche con le nostre manine (grazie anche al prezioso contributo tecnico di Alice) e sabato alle 19.00 - udite, udite- gli "assaggi critici", coi vini dei vignaioli de La laguna nel bicchiere e le prelibatezze di verdure dell'orto sinergico delle Zitelle, seguiti da una breve presentazione di Spiazzi Verdi e delle nostre attività. Proiettiamo pure il video di Spiazzi Verdi che ha realizzato Nicolò.
Che poi se siete qua a leggere già ci conoscete un pochino e sapete quanto siamo simpatici.
Cosa aspettate d'altro? Venite a trovarci!
Qui il programma completo. A domani!
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